Attività
ASCOLTO ATTIVO
Ti facciamo domande e ascoltiamo le tue risposte per individuare da che punto partire, come ti senti e quali sono i tuoi obiettivi.
PERSONALIZZAZIONE
Lavoriamo cercando sinergie e adattandoci ai tuoi ritmi per raggiungere gli obiettivi prefissati, aiutandoti ad introdurre nuove abitudini per migliorare la tua qualità di vita.
PROFESSIONALITÀ
Siamo professionisti preparati e in costante aggiornamento per perfezionare le nostre competenze.
VALORE UMANO
Siamo al tuo fianco per garantire il tuo benessere psico-fisico. Siamo il luogo per farti scoprire la consapevolezza del tuo corpo.
TERAPIA MANUALE
Le tecniche terapeutiche – scelte dal fisioterapista in base a ragionamento clinico, evidenze scientifiche e obiettivi del paziente – comprendono:
- Mobilizzazioni e Manipolazioni
- Neurodinamica
- Trattamento Miofasciale
La Terapia Manuale viene sempre associata all’esercizio (programmi specifici di automobilizzazioni articolari, esercizi di forza o per l’allungamento muscolare e all’educazione terapeutica per ottenere risultati migliori e mantenerli nel lungo periodo.
OBIETTIVI: controllare e ridurre il dolore, recupero del normale movimento articolare, migliorare le tensioni anomale nei tessuti molli, recuperare la forza muscolare, migliorare il controllo motorio e la stabilità articolare, recuperare i corretti pattern di movimento, migliorare il livello di fitness generale e il ritorno all’attività lavorativa e/o sportiva.
MASSOTERAPIA
(MASSAGGIO SPORTIVO – RILASSANTE – DECONTRATTURANTE)
- Lo sfioramento. È la tecnica con cui ogni massoterapista inizia e conclude ogni seduta. Consiste in un scivolamento della mano sulla pelle, senza l’esercitazione di alcuna pressione. A inizio seduta, serve a preparare il corpo umano alle successive tecniche di massaggio.
- Lo sfregamento. Prevede una pressione sulla pelle maggiore, rispetto a quanto accade con lo sfioramento. È una tecnica essenziale, perché precede e segue ogni altra tecnica di massaggio.
- La frizione. È uno sfregamento in cui le mani del terapeuta rimangono continuamente in contatto con la pelle del paziente. La frizione permette di agire sia sugli strati superficiali, sia su quelli profondi del corpo umano.
- L’impastamento. È una tecnica applicabile solo laddove c’è massa muscolare. Consiste nel pinzare, sollevare e spostare trasversalmente i muscoli, esercitando una pressione del pollice contro le altre dita della mano contrapposta.
- La pressione. Consiste in una compressione perpendicolare alla cute del paziente. Ha lo scopo di facilitare il riassorbimento di edemi e migliorare la circolazione sanguigna, laddove ci siano impedimenti.
- La percussione. Consiste in una serie di picchiettamenti rapidi e brevi e di intensità variabile, eseguiti per mezzo delle dita, del bordo delle mani o delle mani poste a coppetta.
- La scelta della modalità di picchiettamento dipende dalle problematiche manifestate dal paziente. In generale, gli scopi della percussione sono: migliorare la contrattilità e il metabolismo muscolare, favorire la vascolarizzazione dei muscoli e stimolare il sistema nervoso.
- La vibrazione. Nell’eseguirla, il terapeuta pone la mano sull’area cutanea da trattare ed esegue piccoli e rapidi movimenti laterali, simili a tremolii.
TECARTERAPIA
USI PIÙ COMUNI DELLA TECARTERAPIA
- Contratture
- Stiramenti o strappi
- Contusioni
- Edema
- Lombalgie
- Dorsalgie
- Cervicalgie
- Tendinite e tenosinovite della spalla
- Tendinopatie inserzionali
- Capsulite adesiva
- Epicondilite
- Epitrocleite
- Tendiniti e tenosinoviti della mano
- Tendiniti e tenosinoviti del polso
- Rizoartrosi
- Coxartrosi
- Borsite
- Pubalgia
- Condropatia rotulea
- Gonartrosi
- Esiti di lesioni traumatiche dei legamenti crociati anteriore e posteriore
- Distorsioni
- Esiti di fratture
- Distorsioni
- Fascite plantare
- Tendinite achillea
- Riabilitazione post-chirurgica
TERAPIA ENF
- Cervicalgie
- Lombalgie
- Dorsalgie
- Blocco della spalla
- Lesioni muscolo-tendinee
- Patologie del capo lungo del bicipite
- Distorsioni capsulo-legamentose
- Traumi sportivi
- Infiammazioni muscolari
- Calcificazioni
- Neuropatie
- Tendinite
- Epicondilite
- Epitrocleite
- Sindrome del tunnel carpale
TAPING NEUROMUSCOLARE
Il kinesiotaping, o taping neuromuscolare, è una tecnica di confezionamento funzionale con nastro adesivo con elasticità in grado di creare una facilitazione neuromuscolare al sistema su cui è applicato, atta a stimolare un processo di autoguarigione del corpo.
Agendo su cute, muscoli, sistema venoso, sistema linfatico e articolazioni, il NMT raggiunge sei principali obiettivi:
- Alleviare il dolore;
- Normalizzare la tensione muscolare;
- Rimuovere la congestione venosa e linfatica;
- Migliorare la vascolarizzazione sanguigna;
- Correggere l’allineamento articolare;
- Migliorare l’assetto posturale.
La tecnica del NMT è da utilizzarsi come terapia aggiuntiva da inserire in programmi terapeutici sia manuali sia strumentali e può essere impiegata come unica risorsa. L’applicazione del NMT, offrendo benefici linfatici e vascolari continuativi, può facilitare il recupero in situazioni postoperatorie e postraumatologiche. Il nastro utilizzato per il trattamento può essere applicato per più giorni, non contiene alcun principio attivo e può essere usato su bambini, adulti, anziani e donne in gravidanza. Le applicazioni del NMT possono ridurre i tempi di recupero e aumentare i livelli di forma fisica.
Conseguentemente agisce a diversi livelli:
Sensitivo
- stimolazione dei recettori cutanei, muscolari e articolari;
- controllo dello stimolo doloroso.
Muscolare
- ripristino del giusto tono muscolare;
- riduzione della fatica muscolare;
- aumento della contrazione muscolare;
- riduzione dell’eccessiva distensione di un muscolo;
- riduzione dell’eccessiva contrazione muscolare.
- riduzione dell’infiammazione locale;
- aumento della circolazione sanguigna;
- miglioramento del drenaggio linfatico.
- stabilizzazione a livello fasciale;
- aumento dell’ampiezza del movimento articolare;
- riduzione del dolore.
RIABILITAZIONE POST-CHIRUGICA ED ESERCIZIO TERAPEUTICO
Fase 1 – riduzione del dolore post-operatorio
A seguito di un intervento chirurgico è inevitabile dover fronteggiare infiammazioni, edemi e dolori (localizzati o meno). Non si possono evitare, ma è possibile gestirli per ridurre lo stato di sofferenza del paziente attraverso terapia manuale, massoterapia, tecarterapia ed esercizio terapeutico. Si tratta di tecniche che permettono di controllare gli stati flogistici e far guarire le ferite in modo corretto.
Fase 2 – recupero funzionale
La seconda fase punta a far recuperare al paziente la mobilità articolare dell’arto operato e si basa tantissimo sui fattori individuali, come l’età, la condizione fisica e mentale, la tipologia di intervento.
Può capitare, infatti, che già in questa fase il soggetto riesca a recuperare totalmente, o a mostrare progressi talmente evidenti da spingere il fisioterapista ad aumentare intensità e frequenza delle mobilizzazioni e, di conseguenza, a velocizzare la completa guarigione dell’arto.
Fase 3 – recupero del tono muscolare
Durante la terza fase l’obiettivo è di recuperare la forza e migliorare la resistenza. Si procede con il rinforzo dei muscoli delle articolazioni per una migliore stabilizzazione articolare, in modo che il paziente possa tornare a muoversi attivamente e liberamente.
Gli esercizi terapeutici sono attivi e il fisioterapista può decidere se introdurre delle resistenze come elastici e/o pesi leggeri. Ovviamente, in questa fase molto delicata sono da escludere le attività fai da te: ogni movimento deve essere categoricamente approvato e supervisionato dal fisioterapista.
Fase 4 – ottenere la massima funzionalità dell’arto
La quarta e ultima fase è, di solito, caratterizzata da tecniche manuali ed esercizi muscolari che puntano al miglioramento dell’equilibrio articolare e della propriocezione, ma soprattutto puntano al recupero completo che garantisce piena autonomia al paziente nelle attività della vita quotidiana e e del ritorno all’attività sportiva.
TRATTAMENTO DEI DTM
(DISTURBI TEMPORO-MANDIBOLARI)

